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Come posso calcolare il mio fabbisogno in termini di acqua calda sanitaria?

Il calcolo del fabbisogno di acqua calda sanitaria per una determinata applicazione si basa in genere sulla somma delle quantità di acqua consumate contemporaneamente, con un differenziale di temperatura acqua calda/fredda generalmente di 30 o 35°, vale a dire una temperatura dell' acqua fredda in ingresso nel sistema di 10°C e una temperatura dell' acqua calda sanitaria di 40 o 45° C. Il fabbisogno maggiore richiesto da un sistema viene definito portata di punta, e corrisponde al fabbisogno calcolato nei primi 10 minuti del periodo di massimo prelievo.

 

Generalmente, viene anche verificato il fabbisogno di punta nella prima ora (portata nella prima ora) e il fabbisogno in continuo (Litri/ora). Basandosi sulla sua lunga esperienza nella produzione di acqua calda sanitaria, ACV verifica in laboratorio le prestazioni in termini di acqua calda sanitaria di tutti i suoi prodotti e fornisce i dati relativi alle prestazioni nei primi 10', 60' e in continuo.

 

Esempio pratico

 

Se si considera che generalmente una doccia standard ha una portata da 8 a 10 litri al minuto e una durata media di 10 minuti, ne deriva un fabbisogno di acqua calda sanitaria compreso tra 80 e 100 l nei primi 10 minuti. Se si considera inoltre che generalmente deve essere possibile riempire una vasca da bagno, contenente generalmente circa 150 litri, in 10 minuti al massimo, ne deriva un fabbisogno di 150 litri in 10 minuti. La somma di questi fabbisogni dà la richiesta della portata di punta.

 

Confrontando questa somma con i dati delle prestazioni degli apparecchi ACV, avrete un' idea del tipo di prodotto necessario a coprire il vostro fabbisogno. Il vostro progettista o installatore vi saprà consigliare la soluzione più adatta, tenendo conto delle specifiche condizioni di installazione.

 

Per quasi tutti i generi di applicazione ACV ha creato "Archimedes", un programma di calcolo dei fabbisogni di acqua calda sanitaria che tiene conto delle particolarità di ogni applicazione e dei relativi fattori di contemporaneità del prelievo. Per ulteriori dettagli, leggete la sezione relativa ad Archimedes.


Quale soluzione è indicata in assenza di camino?

In assenza di un camino (ad esempio in edifici esistenti in cui la ristrutturazione non consente di prevederlo) è possibile installare una caldaia stagna (di tipo "C"): il raccordo di evacuazione fumi e ingresso aria comburente può essere del tipo sdoppiato oppure costituito da un tubo concentrico (coassiale) che permette di adottare un unico perorso adempiendo ad entrambe le funzioni. Il collegamento con l' esterno può avvenire sia a ridosso di una parete esterna dell' edificio, sia atraversando verticalemente il tetto. ACV propone vari modelli di caldaie a raccordo stagno; a seconda del paese di utilizzo, le caldaie a raccordo stagno ACV sono approvate da 6 a 240 kW.


Come posso risparmiare energia?

Ecco qualche consiglio per risparmiare energia e riscaldare l' ambiente in modo ecologico:

 

  • Per garantire il funzionamento della caldaia al massimo rendimento, programmate interventi di manutenzione periodici, una volta l' anno.
  • Assicuratevi che l' abitazione sia isolata correttamente, considerate l' impiego di doppi vetri, guarnizioni stagne di porte e finestre e così via, potendo così risparmiare sui costi investendo su un isolamento migliore.
  • Quando fa buio, chiudete le tende o le persiane. Le finestre sono spesso la struttura che disperde più calore in un' abitazione.
  • Quando cambiate aria, non lasciate le finestre aperte troppo a lungo, ma al massimo per 5 - 10 minuti, chiudendo, se possibile, le valvole dei corpi scaldanti al fine di non consumare energia inutilmente.
  • Mantenete una temperatura interna adeguata. In media, la temperatura della zona giorno dovrebbe essere di circa 20° C, quella della zona notte di 16 o 17° C, una temperatura sufficiente per dormire ad eccezione dei neonati e bambini piccoli, e quella della cucina di circa 18° C, data la presenza di altre fonti di calore. Nel bagno una temperatura adeguata è di circa 22° C. Un sistema di regolazione efficace, che consenta la programmazione sia in base all' ora del giorno che all' area dell'abitazione, Ã¨ utile per risparmiare energia.
  • Installate una caldaia di riscaldamento moderna. L' ultima generazione di caldaie a condensazione raggiunge attualmente rendimenti globali annui del 95% contro rendimenti spesso inferiori al 70% delle caldaie più antiquate (più di 15 anni).


Posso utilizzare un preparatore di acqua calda con resistenza elettrica senza collegarlo a un impianto di riscaldamento?

Sì. ACV propone diversi modelli di preparatori di acqua calda, da 100 a 600 litri con una resistenza elettrica (di serie o opzionale) come fonte di energia alternativa. Nei preparatori ACV, la resistenza elettrica è sempre collocata nel circuito principale (lato riscaldamento).

 

Questa collocazione offre il vantaggio essenziale di evitare problemi relativi alla corrosione della resistenza dal momento che la stessa è inserita in un circuito chiuso, evitando così la perdita di rendimento aumentandone la longevità.

Poiché queste resistenze devono sempre rimanere immerse nell' acqua, è indispensabile che il circuito primario sia mantenuto pieno d’ acqua.

 

Nel caso in cui non è previsto il collegamento del preparatore di acqua calda sanitaria ad una caldaia, è necessario comunque prevedere gli elementi di funzionamento e di sicurezza per l' installazione di riscaldamento, quali una valvola di sicurezza, un vaso di espansione e gruppo di riempimento. Per ulteriori informazioni, consultate il vostro installatore.


Con quale frequenza devo effettuare la manutenzione della caldaia?

È opportuno attenersi alla legislazione vigente, che può variare secondo il paese. In Italia Ã¨ possibile determinare la periodicità della manutenzione consultando l' Allegato "L" del D.L. n° 192 del 19/08/2005, che impone frequenze diverse che dipendono dal tipo di caldaia, dall' età della stessa nonchè dal genere di combustibile utilizzato:

 

·          Manutenzione ogni 4 anni per caldaie di tipo "C" operanti da meno di 8 anni o per caldaie di tipo "B" installate all' esterno.

·          Manutenzione ogni 2 anni per caldaie di tipo "B" installate all' interno di locali abitati, o generatori di potenza inferiore a 35kW operanti da più di 8 anni.

·          Manutenzione annuale per caldaie a combustibile liquido o solido, indipendentemente dalla potenza, o per caldaie a gas di potenza termica superiore a 35kW.

 

Queste operazioni devono essere effettuate da aziende qualificate. L'azienda rilascia un apposito documento ad ogni intervento, che l' utente è tenuto a conservare.

 

È comunque consigliabile effettuare ogni anno un controllo e un intervento di manutenzione dell' installazione, anche solo per assicurarsi che tutti i componenti funzionino correttamente ed evitare un sovraconsumo di gas.


Devo effettuare la decalcificazione della caldaia?

Le caldaie e i preparatori di acqua calda ACV non richiedono in genere la decalcificazione, grazie alla tecnologia Tank in Tank. Ad ogni prelievo di acqua calda sanitaria viene prodotta una breve depressione nel serbatoio (apertura del rubinetto), seguita da una leggera sovrapressione (chiusura del rubinetto). Questo movimento è inoltre provocato dal variare delle temperature.

 

Data la libertà di movimento del serbatoio interno, le pareti oscillano leggermente a seguito delle variazioni di pressione, e con movimenti di contrazione e dilatazione continui impediscono la formazione del calcare sulla superficie dello scambiatore; test accurati e numerose testimonianze di utenti che vivono in aree con acque ad elevato contenuto di calcare confermano che i preparatori Tank in Tank ACV offrono una protezione reale contro la corrosione, a differenza dei sistemi tradizionali a serpentina che richiedono frequenti trattamenti. Grazie a questa funzione anti-corrosione, il rendimento di scambio dei preparatori e le prestazioni sanitarie globali rimangono elevati per tutta la durata dell' apparecchio.

 

In alcune aree con acque particolarmente dure e in determinate condizioni di utilizzo, è possibile che si verifichi comunque un deposito di calcare. In tal caso, è consigliabile prevedere un addolcitore o contattare una società specializzata nella decalcificazione degli apparecchi di riscaldamento.


 

 

 

 

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